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Questa voce è stata curata da Alexander Bell



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Scheda sintetica

La perequazione automatica è un meccanismo che consente di adeguare annualmente l’importo delle pensioni all’aumento del costo della vita, così da conservarne immutato il reale potere d’acquisto.
Detto meccanismo prevede, in particolare, che al 1° gennaio di ogni anno l’importo della pensione sia aumentato di una quota percentuale (c.d. percentuale di variazione) che si determina rapportando il valore medio dell'indice ISTAT dei prezzi al consumo per famiglie di operai ed impiegati, relativo all'anno precedente il mese di decorrenza dell'aumento, all'analogo valore medio relativo all'anno precedente.

A partire dal 2001, peraltro, la percentuale di variazione si applica:
  • al 100% per le pensioni che abbiano un importo che non superi la somma pari a tre volte la pensione minima INPS dell’anno precedente;
  • al 90% per le pensioni che abbiano un importo compreso tra tre e cinque volte la pensione minima INPS dell’anno precedente;
  • al 75% per le pensioni che abbiano un importo superiore alla somma pari a cinque volte la pensione minima INPS dell’anno precedente.

Il legislatore, da ultimo, ha stabilito che per gli anni 2012 e 2013 la rivalutazione automatica è riconosciuta esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo non superiore a tre volte il trattamento minimo INPS (per il 2013 pari a 1.443,00 euro), per una quota percentuale pari al 3% (vedi circolare Inps n. 149 del 28 dicembre 2012).

Per le pensioni di importo superiore a tre volte il trattamento minimo INPS, ma inferiore a tale limite incrementato della quota di rivalutazione automatica (per il 2013 si tratta di una somma pari a 1.486,29 euro), l’aumento di rivalutazione è comunque attribuito fino a concorrenza del predetto limite perequato. In altre parole, nel 2013, alle pensioni il cui ammontare sia compreso tra 1.443,00 e 1486,29 euro viene comunque garantito l’adeguamento fino al raggiungimento del limite massimo di 1486,29 euro.

Per le pensioni di importo complessivo superiore a 1486,29 euro, invece, non è previsto alcun aumento.









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