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Questa voce è stata curata da Emil Bertocchi





Scheda sintetica

La legge prevede particolari permessi retribuiti per lavoratori dipendenti che svolgano attività di volontariato presso strutture che perseguono specifici obiettivi di solidarietà sociale.



  • Per una panoramica completa su congedi e permessi e per la normativa di riferimento si veda la voce Permessi retribuiti








Protezione Civile

FONTE: D.P.R. 8 febbraio 2001, n. 194

Per i volontari che svolgono funzioni presso associazioni inserite nell’elenco nazionale dell’Agenzia di protezione civile sono previsti i seguenti permessi retribuiti:
  • fino a 30 giorni continuativi e fino a 90 giorni all’anno per prestare soccorso e assistenza in casi di calamità e catastrofi (innalzati a 60 e 180 giorni in caso sia avvenuta la dichiarazione di stato di emergenza nazionale);
  • fino a 30 giorni annui complessivi, con periodi continuativi non superiori a 10 giorni, per la partecipazione ad attività di pianificazione, simulazione di emergenza e formazione tecnico-pratica.

La retribuzione nei giorni di assenza è versata dal datore di lavoro, il quale ha diritto a richiederne il rimborso all’autorità di protezione civile territorialmente competente nel termine di due anni dal termine dell’intervento che ha causato l’astensione.






Soccorso alpino e speleologico

FONTE: Legge 18 febbraio 1992, n. 162; D.M. 24 marzo 1994, n. 379
I lavoratori dipendenti che ricoprano il ruolo di volontari del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico del Club alpino italiano hanno diritto alla fruizione di permessi retribuiti nei giorni in cui svolgono le operazioni di soccorso alpino e speleologico o le relative esercitazioni, nonché nel giorno successivo ad operazioni di soccorso che si siano protratte per più di otto ore, ovvero oltre la mezzanotte. A tali lavoratori compete l’intero trattamento economico e previdenziale relativo ai giorni in cui si sono astenuti dal lavoro.
La retribuzione è corrisposta direttamente dal datore di lavoro, il quale ha facoltà di chiederne il rimborso all'istituto di previdenza cui il lavoratore è iscritto (la domanda deve essere inoltrata entro il mese successivo a quello in cui il soccorso è stato prestato).










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