ASPI - Assicurazione Sociale Per l'Impiego

Modificata il mercoledì, 20 aprile 2016 05:00 da redazione — Categorizzata come: Previdenza e assistenza

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Questa prestazione è stata sostituita dalla NASPI (Nuova Assicurazione Sociale Per l'Impiego) a partire dal 01/01/2015
a seguito delle modifiche introdotte con il cd. “Jobs Act” (Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22)







Scheda sintetica

L’assicurazione sociale per l’impiego (cd. Aspi) era un ammortizzatore sociale avente lo scopo di fornire sostegno e tutela a chi si trovava in stato di disoccupazione per ragioni indipendenti dalla propria volontà.

L’Aspi era stato introdotto dall’art. 2 della Legge 92/2012 cd. Riforma Fornero ed era destinato a sostituire gli ammortizzatori vigenti in materia di disoccupazione, ossia le indennità di disoccupazione (ordinaria ed a requisiti ridotti) e l’indennità di mobilità.

L’istituto è entrato in vigore l’1.01.2013, con una precisazione:

Accanto a tale ammortizzatore, la riforma aveva introdotto anche la cd. MiniAspi, ossia il trattamento di disoccupazione destinato ai lavoratori che non disponevano dei requisiti per accedere alle prestazioni dell’Aspi e che andava a sostituire la previgente indennità di disoccupazione a requisiti ridotti.










Scheda di approfondimento



Campo di applicazione

L’Aspi è una prestazione economica prevista a favore del lavoratore che venga a trovarsi in stato di disoccupazione per ragioni che non dipendono dalla sua volontà.

Essa spetta:

Perché questi lavoratori possano fruirne, sono previsti tre requisiti:




Non hanno, invece, diritto all’Aspi:







Trattamento economico

Come detto, l’Aspi consiste in una prestazione economica versata a favore del lavoratore che si trovi in stato di disoccupazione.
A questo spetta, quindi, un’indennità mensile, la cui durata massima dipende dall’età anagrafica del richiedente.

A tale ultimo proposito, il legislatore della Riforma ha previsto un periodo transitorio (2013-2015) ed un regime definitivo che verrà applicato a decorrere dall’1.01.2016 in poi.


In particolare, durante il periodo transitorio, si deve far riferimento sia all’anno in cui viene richiesta, sia all’età anagrafica del richiedente. Si può sintetizzare nella seguente tabella:

annoetà minore di 50 annietà pari o maggiore di 50 anni ma inferiore a 55 annietà pari o maggiore di 55 anni
2013 8 mesi12 mesi12 mesi
2014 8 mesi12 mesi14 mesi
201510 mesi12 mesi16 mesi



Successivamente, a decorrere dall’1.01.2016, secondo il regime definitivo, il trattamento spetterà:

L’importo dell’indennità è pari:

L’importo della prestazione non può comunque superare un limite massimo individuato annualmente per legge.

Agli importi dovrà poi applicarsi la seguente riduzione:







Sospensione o riduzione dell’indennità per nuova occupazione

L’art. 2 legge 92/2012 disciplina le ipotesi di sospensione e riduzione del trattamento, nel caso in cui il lavoratore trovi una nuova occupazione a carattere temporaneo.

Il regime muta a seconda del tipo di attività intrapresa:







Decadenza dall’indennità

Il lavoratore che abbia ottenuto l’Aspi può decadere dal beneficio nei seguenti casi:









MiniAspi

La cd. MiniAspi è il trattamento di disoccupazione destinato ai lavoratori che non abbiano i requisiti per accedere alle prestazioni Aspi e che va a sostituire la previgente indennità di disoccupazione con requisiti ridotti.

L’assicurazione in esame spetta ai lavoratori che possano far valere almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 12 mesi.

La durata di fruizione del beneficio corrisponde alla metà delle settimane di contribuzione dell’ultimo anno, da cui devono essere detratti gli eventuali periodi di indennità di cui si è già usufruito.
L’importo è il medesimo previsto per l’Aspi.

La sospensione temporanea della fruizione dell’indennità può essere concessa solo con riferimento a periodi di lavoro subordinato di durata inferiore a 5 giorni.