Gestione separata

Modificata il mercoledì, 06 aprile 2016 12:25 da redazione — Categorizzata come: Previdenza e assistenza, Rapporto di lavoro - Svolgimento, Retribuzione

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Questa voce è stata curata da Simona Rizzello e Francesca Ajello






Nozione

La cd. Gestione separata è la gestione, operante in seno all’INPS, che garantisce l’assicurazione di invalidità, vecchiaia e superstiti a tutti quei lavoratori autonomi che non svolgono nessuna delle attività rientranti nelle gestioni speciali INPS, né una libera professione in riferimento alla quale è previsto di una assicurazione presso una specifica Cassa previdenziale di categoria.

Devono assicurarsi presso la Gestione separata dell’INPS le seguenti categorie di lavoratori:











Scopo e origine della Gestione separata

La contribuzione rappresenta lo strumento attraverso il quale si attua il finanziamento delle prestazioni previdenziali e assistenziali.
Esso viene effettuato attraverso il versamento di somme di denaro, dette contributi, calcolate attraverso l’applicazione di un’aliquota percentuale sul compenso ricevuto dal lavoratore in relazione all’attività dallo stesso svolta.

La contribuzione si classifica a seconda dello scopo assicurativo da raggiungere:

Si distingue, inoltre, fra contribuzione obbligatoria e volontaria.

La contribuzione è obbligatoria quando il versamento di tali somme di denaro è imposto dalla legge in relazione al tipo di lavoro ed ha lo scopo di alimentare a monte i fondi con cui vengono poi erogate a favore del lavoratore le prestazioni economiche necessarie a garantire la continuità del reddito al verificarsi di determinati eventi protetti, quali:

L’onere contributivo obbligatorio sorge, generalmente, all’avvio di una qualunque attività lavorativa, ovvero al verificarsi di ulteriori condizioni previste dalla legge.
La base imponibile, la misura e le modalità di versamento dei contributi variano a seconda del tipo di lavoro svolto dal prestatore.
In particolare, il nostro ordinamento prevede sistemi diversi per le seguenti categorie:

Per vero, l’esigenza di una tutela previdenziale per i lavoratori autonomi è stata avvertita successivamente rispetto a quanto accaduto per i lavoratori subordinati.
La Gestione separata, infatti, è stata creata in seno all’INPS con la legge 335/1995 ed opera a decorrere dal 1.01.1996.
Essa ha lo scopo di creare il fondo necessario per la tutela previdenziale e assistenziale per i collaboratori e per tutti gli altri lavoratori autonomi non appartenenti a categorie specifiche; pertanto, rappresenta la forma di assicurazione generale obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti prevista a favore di tali prestatori.











Disciplina



Iscrizione

Il lavoratore ha l’obbligo di iscriversi alla Gestione separata mediante comunicazione all’INPS recante la data di inizio dell’attività lavorativa, la tipologia dell’attività, i propri dati anagrafici, il codice fiscale e il proprio domicilio.
L’iscrizione deve essere effettuata telematicamente entro 30 giorni dall’inizio del primo rapporto di lavoro ed è unica: il lavoratore non ha l’onere di comunicare eventuali cessazioni o sottoscrizioni di ulteriori contratti di collaborazione, a meno che il mutamento di inquadramento non comporti una modifica della gestione di appartenenza (ad esempio, nel caso in cui egli venga assunto come lavoratore subordinato).





Contribuzione

La contribuzione è così ripartita:

La base imponibile è rappresentata da tutte le somme e dai valori a qualunque titolo ricevuti dai collaboratori, anche sotto forma di erogazioni liberali.

La sua misura si ottiene applicando sul corrispettivo un’aliquota pari, per il 2016 (circolare INPS del 29 gennaio 2016, n. 13):





Denuncia e versamento

Gli adempimenti formali sono a carico del committente.

Questi, infatti, deve: