Malattia professionale

Modificata il sabato, 26 novembre 2016 02:32 da redazione — Categorizzata come: Danni - Tipologie di danno, Previdenza e assistenza, Rapporto di lavoro - Svolgimento, Salute e sicurezza

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Questa voce è stata curata da Aldo Garlatti






Scheda sintetica

Per malattia professionale (o tecnopatia) si intende una patologia che si sviluppa a causa della presenza di stimoli nocivi nell’ambiente di lavoro.

La malattia professionale si distingue in maniera netta dall’infortunio che, pur essendo analogamente connesso ad una occasione di lavoro, è definito come un evento verificatosi per causa violenta ed esterna (ossia da un fattore che opera dall’esterno con azione intensa e concentrata nel tempo, rapida).

Per occasione di lavoro si intende quel particolare rapporto anche mediato ed indiretto che deve intercorrere tra l’evento lesivo e il lavoro.

Gli agenti responsabili sono tantissimi e spesso i lavoratori sono esposti alla loro azione senza conoscere i rischi a cui vanno incontro.
I fattori che hanno maggiore rilevanza sono quelli dovuti all’edilizia, all’agricoltura, agli agenti cancerogeni, i cui effetti si manifestano dopo decenni dal loro utilizzo, e l’impiego sempre più diffuso sia nell’industria che in campo agricolo, di sostanze chimiche dannose per la salute dei lavoratori.

Altri fattori di rischio sono legati all’organizzazione del lavoro, campo in cui il fattore umano ormai riveste un ruolo marginale, che si possono riassumere in:

A questi vanno aggiunti dei fattori emergenti legati principalmente al lavoro d’ufficio (attualmente in Italia il terziario è il settore che occupa il maggior numero di lavoratori) in cui si hanno molte tipologie di malattie professionali (difficilmente infortuni) in genere di scarsa gravità ma importanti per il numero di casi registrati.
In questo ambito il rischio è dovuto:

In particolare, la letteratura specialistica recente segnala come le patologie respiratorie, in particolare la broncopneumopatia cronica ostruttiva e l’asma, che è frequentemente associata a rinite, costituiscono uno dei più rilevanti problemi sanitari per le persone che ne sono colpite. Il 18% delle forme di asma bronchiale, il 15% delle intersiziopatie, il 50% delle broncopneumopatie cronico ostruttive, il 40% delle neoplasie polmonari e sono all’80% dei mesoteliomi sono stimati come aventi origine professionale.

E’ onere del lavoratore tecnopatico (portatore di malattia di origine professionale), così come nel caso degli eredi che agiscono per ottenere la rendita ai superstiti, assolvere all’onere della prova al fine di ottenere il riconoscimento della malattia professionale.

La legge distingue tra patologie tabellate, per le quali vige appunto la presunzione legale di origine professionale delle stesse, sempre che le stesse siano state denunciate entro i termini massimi di indennizzabilità previsti dalla tabella, e patologie non tabellate in relazione alle quali il lavoratore ha sempre l’obbligo di provare l’origine professionale.
Nel caso di malattie professionali tabellate indicate all’art. 134 del Tu 1124/65, incombe quindi sull’Inail dimostrare che una causa extralavorativa ha dato causa alla malattia.

L’elenco delle malattie professionali ha carattere tassativo e non può essere ampliato né è suscettibile di interpretazione analogica.
Nel 1994 questo elenco è stato aggiornato ed inoltre è possibile ottenere un risarcimento anche per le malattie non presenti in tale tabella ma per cui sia dimostrabile una chiara correlazione tra patologia e attività lavorativa.

Anche l’Unione europea si è occupata di questo argomento attraverso una raccomandazione del 2003 contenente una nuova classificazione delle malattie professionali.











Rinvio ad altre voci per approfondimenti

Per approfondimenti si vedano le seguenti voci:









Casistica di decisioni della Magistratura in materia di malattia professionale

Per la Casistica di decisioni della Magistratura in tema di malattie professionali si veda la sezione specifica nella voce INAIL - Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro le Malattie