NASPI – Nuova Assicurazione Sociale Per l'Impiego

Modificata il mercoledì, 20 aprile 2016 06:09 da redazione — Categorizzata come: Ammortizzatori sociali (cassa integrazione e altro)

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Questa voce è stata curata da Francesca Ajello e Mirko Altimari






Scheda sintetica

La Nuova assicurazione sociale per l’impiego (cd. Naspi) è regolata dal Decreto Legislativo 4 marzo 2015, n. 22.

Si tratta di un ammortizzatore sociale avente lo scopo di fornire sostegno e tutela a chi si trovi in stato di disoccupazione per ragioni indipendenti dalla propria volontà.

Tale istituto ha sostituito l’ASpI e la cd. Mini ASpI con riferimento agli eventi di disoccupazione verificatisi a partire dal 1° maggio 2015, e innova in maniera rilevanti la durata e i requisiti contributivi in presenza dei quali si ha diritto all’erogazione dell’indennità.

Ricordiamo che la Riforma Fornero con questi due distinti ammortizzatori sociali aveva a sua volta sostituito i precedenti trattamenti in materia di disoccupazione, ossia le indennità di disoccupazione (ordinaria ed a requisiti ridotti) e l’indennità di mobilità, prevedendo un trattamento diversificato.
Il legislatore del Jobs Act invece è intervenuto “unificando” in sostanza i due istituti.











Scheda di approfondimento



Campo di applicazione

La Naspi è una prestazione economica prevista a favore del lavoratore che venga a trovarsi in stato di disoccupazione per ragioni che non dipendono dalla sua volontà.

Essa spetta:

Perché questi lavoratori possano fruirne, sono previsti tre requisiti:

Non hanno, invece, diritto alla Naspi:







Domanda

La domanda di NASpI è presentata all’INPS in via telematica, entro il termine di decadenza di sessantotto giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

Alla NASpI si applicano le disposizioni in materia di ASpI in quanto compatibili.







Durata

Come detto, la Naspi consiste in una prestazione economica versata a favore del lavoratore che si trovi in stato di disoccupazione.

A questi spetta, quindi, un’indennità mensile, la cui durata è pari alla metà dei mesi lavorati negli ultimi 4 anni, per un massimo di 2 anni.

Bisogna però evidenziare una rilevante novità rispetto al passato:
la durata della Naspi infatti come detto è pari alla metà delle settimane lavorate durante l’anno precedente al momento della disoccupazione, ma in tale calcolo non si tiene più conto dei periodi contributivi per i quali è già stata erogata una prestazione di disoccupazione.







Il caso dei lavoratori stagionali

Per fare un esempio, nel caso dei lavoratori stagionali ciò determina (immaginiamo un lavoratore impiegato per soli 6 mesi in un anno, da più anni) che, con la nuova Naspi, saranno considerati utili ai fini del calcolo per la durata del sussidio i soli 6 mesi lavorati nel 2015 e non anche quelli precedentemente lavorati nel 2014 che, nella maggior parte dei casi sono già stati utilizzati, l’anno precedente, per accedere al sussidio. Pertanto lo stesso lavoratore godrà della prestazione per soli tre mesi in luogo dei sei di cui avrebbe goduto con la precedente legislazione.

Con l’art. 43, c. 4 del d. lgs. n. 148/2015 viene introdotta una salvaguardia valida soltanto per il 2015, e riferita ai soli lavoratori del settore del turismo e degli stabilimenti termali per i quali qualora la durata della Naspi sia inferiore a 6 mesi, ai fini del calcolo della durata vengono computati anche i periodi contributivi che hanno già dato luogo ad erogazione delle prestazioni di disoccupazione.







Trattamento economico

L’importo dell’indennità è pari:

L’importo della prestazione non può comunque superare un limite massimo individuato annualmente per legge (per l’anno 2015 pari a € 1.300,00).

L’indennità è ridotta progressivamente nella misura del 3 % al mese a partire dal quarto mese di fruizione.







Compatibilità e cumulabilità con attività lavorative (dipendenti o autonome)

Il legislatore prevede ipotesi di sospensione e riduzione del trattamento, nel caso in cui il lavoratore trovi una nuova occupazione a carattere temporaneo.

Il regime muta a seconda del tipo di attività intrapresa:







Incentivo all’autoimprenditorialità

Il lavoratore avente diritto alla corresponsione della NASpI
può richiedere la liquidazione anticipata, in unica soluzione,
dell’importo complessivo del trattamento che gli spetta e che non gli è stato ancora erogato, a titolo di incentivo







Decadenza dall’indennità

Il lavoratore che abbia ottenuto la NASpI può decadere dal beneficio nei seguenti casi:











Approfondimento: status di disoccupazione e ammortizzatori sociali

La Circolare n. 34/2015 del Ministero del Lavoro fornisce indicazioni operative in ordine allo stato di disoccupazione che costituisce il requisito necessario per l’ accesso non solo alla NASpI, ma anche all’ASDI (artt. 3 e 16, d.lgs. n. 22/2015), alla DIS-COLL (art. 15, D.Lgs. n. 22/2015), oltre che per l’iscrizione nell’elenco tenuto dai servizi per il
collocamento mirato (art. 8, legge n. 68/1999, cosi come modificata dal decreto legislativo n. 151/2015).
Emergono, pertanto, che i requisiti richiesti sono due: l’essere
privi di impiego (componente soggettiva) e dichiarare la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa ed alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro (componente oggettiva).

Per gli ulteriori aspetti operativi si rimanda al testo della stessa, ma ciò che importa evidenziare in questa sede (come evidenziato dalla stessa Circolare) è che «ai fini dell’accesso ai servizi ed alle misure di politica attiva del lavoro, lo stato di disoccupazione rappresenta certamente un elemento che può essere considerato allo scopo di meglio mirare l’intervento o di stabilire criteri di priorità, ma non rappresenta un requisito esclusivo. In un’ottica di servizio nei confronti degli utenti, infatti, un’assistenza nella ricerca di occupazione, nonché nell’orientamento verso percorsi di riqualificazione, non può non essere prestata nei confronti coloro che la richiedano, anche se impegnati in attività lavorative non a tempo pieno, o scarsamente remunerative, o non confacenti al proprio livello professionale o semplicemente perché alla ricerca di una occupazione più confacente alle proprie aspettative».