Pari opportunità

Modificata il martedì, 12 marzo 2019 02:05 da redazione — Categorizzata come: Maternità - Lavoro femminile

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Questa voce è stata curata da Carlo Valenti






Scheda sintetica

In generale, con l’espressione “pari opportunità” siamo soliti indicare il principio giuridico, sancito dalla Costituzione Italiana, che mira a rimuovere ogni sorta di ostacolo discriminatorio dalla partecipazione degli individui alla vita politica e sociale e al mondo del lavoro. Si tratta quindi di una condizione di parità e uguaglianza sostanziale introdotta per garantire a tutte le persone il medesimo trattamento e per impedire che vi siano forme di discriminazione basate su genere, età, preferenze sessuali, etnia, disabilità, orientamento religioso e politico, etc.

Il fine delle politiche connesse alle pari opportunità, come per esempio le azioni positive, si basa in particolare sulla ricerca di un’uguaglianza giuridica tra gli individui che elimini ogni genere di differenza discriminante nell’accesso e nella partecipazione alla dimensione sociale, economica e politica della vita quotidiana.
Ad ogni modo, nel linguaggio comune odierno tale espressione viene solitamente ricondotta alle politiche di contrasto alla disparità di trattamento tra uomini e donne nel mondo del lavoro, con particolare riferimento alle discriminazioni professionali e retributive. Le politiche adottate per applicare il principio delle pari opportunità di genere si focalizzano principalmente sul vietare ed eliminare ogni componente discriminatoria per quanto riguarda l’accesso al lavoro e alle prestazioni previdenziali, la retribuzione, il livello professionale, l’accesso agli impieghi pubblici, etc.

In definitiva, l’obiettivo delle misure incentrate sulle pari opportunità è quello di realizzare una serie di iniziative e provvedimenti volti a superare le condizioni avverse alla parità tra sessi nell’ambito sia lavorativo che politico e sociale; tra queste possiamo trovare per esempio la predisposizione di un determinato numero di posti adibiti alle quote rosa o l’agevolazione, per quanto riguarda la flessibilità d’orario, dei permessi atti a conciliare la vita familiare con quella lavorativa, oltre alle tutele in materia di maternità e congedi parentali.
A tal proposito, ci riferiamo in particolar modo alle cosiddette “politiche di genere”, vale a dire tutte quelle azioni positive e misure volte a rimuovere ogni aspetto discriminatorio diretto o indiretto, sotto il profilo formale o sostanziale, nei confronti delle donne. Si tratta quindi di un insieme di norme, iniziative e politiche volte a realizzare l’effettiva parità tra sessi nell’accesso al mondo del lavoro e ad eliminare tutti gli ostacoli sfavorevoli alla realizzazione del principio delle pari opportunità.










Fonti normative