Permessi per attività sociale e di volontariato

Modificata il venerdì, 31 luglio 2015 11:34 da redazione — Categorizzata come: Permessi e congedi, Rapporto di lavoro - Svolgimento

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Questa voce è stata curata da Emil Bertocchi





Scheda sintetica

La legge prevede particolari permessi retribuiti per lavoratori dipendenti che svolgano attività di volontariato presso strutture che perseguono specifici obiettivi di solidarietà sociale.











Protezione Civile

FONTE: D.P.R. 8 febbraio 2001, n. 194

Per i volontari che svolgono funzioni presso associazioni inserite nell’elenco nazionale dell’Agenzia di protezione civile sono previsti i seguenti permessi retribuiti:

La retribuzione nei giorni di assenza è versata dal datore di lavoro, il quale ha diritto a richiederne il rimborso all’autorità di protezione civile territorialmente competente nel termine di due anni dal termine dell’intervento che ha causato l’astensione.






Soccorso alpino e speleologico

FONTE: Legge 18 febbraio 1992, n. 162; D.M. 24 marzo 1994, n. 379
I lavoratori dipendenti che ricoprano il ruolo di volontari del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico del Club alpino italiano hanno diritto alla fruizione di permessi retribuiti nei giorni in cui svolgono le operazioni di soccorso alpino e speleologico o le relative esercitazioni, nonché nel giorno successivo ad operazioni di soccorso che si siano protratte per più di otto ore, ovvero oltre la mezzanotte. A tali lavoratori compete l’intero trattamento economico e previdenziale relativo ai giorni in cui si sono astenuti dal lavoro.
La retribuzione è corrisposta direttamente dal datore di lavoro, il quale ha facoltà di chiederne il rimborso all'istituto di previdenza cui il lavoratore è iscritto (la domanda deve essere inoltrata entro il mese successivo a quello in cui il soccorso è stato prestato).