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Questa voce è stata curata da Francesca Ajello



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Nozione

L’anzianità contributiva rappresenta uno dei requisiti che deve essere posseduto dal lavoratore al fine di maturare il diritto alle prestazioni pensionistiche e necessario per il calcolo di queste ultime.
Essa è costituita dalla somma di tutti i contributi versati o accreditati a favore dell’assicurato nel corso di tutta la sua vita lavorativa.

L’anzianità contributiva si misura in settimane: anche nel caso in cui il lavoratore sia titolare di più rapporti con più datori di lavoro, una settimana per ciò che riguarda la copertura contributiva varrà quale unico periodo di contribuzione per i periodi che coincidono; evidentemente la eventuale pluralità di rapporti determinerà una maggiore contribuzione, che varrà in sede di quantificazione della prestazione pensionistica.

Un esempio chiarirà tale concetto: un lavoratore part-time può avere contributi versati da due diversi datori di lavoro per lo stesso periodo:
  • dal 1° gennaio al 31 dicembre 2013, l’azienda A ha versato, in suo favore, contributi per 52 settimane
  • nello stesso periodo anche l’azienda Y ha versato contributi per 52 settimane
  • è evidente che per tale periodo, cioè dal 1° gennaio al 31 dicembre 2013, le settimane utili al diritto alla pensione sono per l’appunto 52.

In ogni caso per prassi, l’anzianità contributiva viene spesso espressa in anni: ad un anno corrispondono, quindi, 52 contributi settimanali.

Nel caso in cui, nella stessa settimana, si sovrappongano contribuzioni di tipo diverso (ad esempio, contribuzione obbligatoria e contribuzione volontaria) è prevista una sorta di gerarchia che porta a determinare quale contribuzione debba prevalere sulle altre: ad esempio, la contribuzione obbligatoria prevale su tutte le altre, mentre la figurativa prevale su quelle da riscatto e su quella volontaria.

Il numero dei contributi da accreditare nel corso dell’anno solare è pari a quello delle settimane durante le quali il lavoratore è stato retribuito.

L’anzianità contributiva (che riguarda tutta la posizione contributiva dell’assicurato) deve essere distinta da:
  • anzianità di servizio, che rappresenta gli anni di attività prestati dal lavoratore presso uno stesso datore di lavoro;
  • anzianità assicurativa, che esprime il tempo trascorso dall’iscrizione all’assicurazione obbligatoria fino alla data del pensionamento e tiene conto anche dei periodi non coperti da contribuzione.









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