Fondo di integrazione salariale – FIS

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Questa voce è stata curata da Roberta Covelli

Scheda sintetica

Il fondo di integrazione salariale (FIS) eroga strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa. È dedicato ai lavoratori dipendenti da datori di lavoro, anche non imprenditori, che occupano più di cinque dipendenti (compresi gli apprendisti), in settori nell’ambito dei quali non sono stati stipulati accordi per l’attivazione di fondi di solidarietà bilaterali.

Fonti normative

  • Decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148
  • Decreto interministeriale 3 febbraio 2016, n. 94343
  • Circolare INPS 176/2016
  • Circolare INPS 130/2017

Scheda di approfondimento

Il Fondo di integrazione salariale eroga prestazioni di sostegno al reddito di fronte a sospensioni o cessazione dell’attività lavorativa dovute alle causali previste per la Cassa integrazione ordinaria (salvo nei casi di intemperie stagionali) per la Cassa integrazione straordinaria (a eccezione del contratto di solidarietà), oltre che nei casi di riduzione dell’attività per evitare o ridurre le eccedenze di personale nel corso di procedure di licenziamenti collettivi.

In particolare, il FIS eroga:

  • in favore dei lavoratori dipendenti di datori di lavoro che occupano mediamente più di cinque dipendenti, l’assegno di solidarietà;
  • in favore dei lavoratori dipendenti di datori di lavoro che occupano mediamente più di quindici dipendenti, l’assegno ordinario.

Il computo dei lavoratori si riferisce al semestre precedente e comprende anche gli apprendisti.

 

Contribuzione al fondo

Il FIS è finanziato dai datori di lavoro appartenenti al fondo stesso e dai lavoratori da loro occupati. In particolare, sono previste differenti aliquote di finanziamento:

  • 0,65% per i datori di lavoro che occupano mediamente più di quindici dipendenti;
  • 0,45% per i datori di lavoro che occupano mediamente sino a 15 dipendenti;
  • contribuzione addizionale, a carico dei datori di lavoro, connessa all’utilizzo delle prestazioni, pari al 4% della retribuzione persa.

La contribuzione ordinaria è ripartita tra datori di lavoro e lavoratori nella misura, rispettivamente, di due terzi e di un terzo.