Comunicazione tardiva dei redditi e pensione di reversibilità: conseguenze

18 Dicembre 2025

Corte di Cassazione, sentenza 18 dicembre 2025, n. 33054

Tipo di Atto: Giurisprudenza di Cassazione

In un giudizio di impugnazione della revoca – e recupero delle precedenti erogazioni – della pensione di reversibilità a una vedova per tardiva comunicazione all’INPS dei redditi percepiti, la Cassazione, accogliendo il ricorso della donna, afferma che: (i) il meccanismo previsto dall’art. 35, co. 10-bis, d.l. 207/2008, come modificato (in caso di omessa comunicazione dei redditi da parte dell’interessato, l’INPS provvede alla sospensione della prestazione e poi, in caso di persistenza, alla revoca del beneficio), ha natura sanzionatoria per l’inadempimento dell’obbligo comunicativo e, proprio per gli effetti decadenziali che produce, richiede un’interpretazione strettamente aderente al testo; (ii) la norma descrive una sequenza procedimentale in cui la sospensione è un passaggio autonomo e “prodromico” alla revoca e come tale deve essere effettivo e non meramente enunciato, come avvenuto nel caso esaminato; (iii) il riferimento normativo è, infatti, effettuato alla sospensione della prestazione (effetto sull’erogazione), non alla “comunicazione della sospensione”; (iv) lo conferma, sul piano letterale e funzionale, la previsione del “ripristino della prestazione sospesa” in caso di comunicazione dei redditi entro 60 giorni: il ripristino presuppone infatti che la sospensione sia stata concretamente attuata.