Dichiarazioni discriminatorie sui social media e in interviste pubbliche: condannato lo chef stellato per discriminazione collettiva basata su orientamento sessuale e opinioni politiche
Tribunale di Trento, 27 aprile 2026
Il Tribunale riconosce come discriminatoria la condotta di uno chef, il quale aveva pubblicato un annuncio di lavoro in cui escludeva esplicitamente persone in base all’orientamento sessuale e alle opinioni politiche. Il giudice riconosce alla Cgil del Trentino la legittimazione a proporre l’azione giudizio, in quanto si tratta di discriminazione rivolta a una platea di soggetti non individualmente identificabili. Nel merito, il Giudice ha qualificato le dichiarazioni come discriminazione indiretta dotata di effetto dissuasivo all’accesso al mercato del lavoro, indipendentemente dall’esistenza di una procedura selettiva in corso, in conformità alla giurisprudenza della Corte di Giustizia UE. La libertà di espressione del datore di lavoro non è assoluta e trova un limite nella parità di trattamento in materia di occupazione.