Congedo obbligatorio e facoltativo

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Questa voce è stata curata da Arturo Di Mario

Fonti normative

  • L. 28 giugno 2012, n. 92, art. 4, c. 24
  • L. 11 dicembre 2016, n. 232, art. 1, c. 354 (legge di bilancio 2017)
  • L. 20 dicembre 2020, n. 78, art. 1, c. 25 e 363 (legge di bilancio 2021)
  • D.M. 22 dicembre 2012

A seguito della modifica apportata dalla L. 30 dicembre 2020, n. 178 (Legge di bilancio 2021) il novellato art. 4, c. 24, lett. a), della L. 28 giugno 2012, n. 92 così recita:

«a) il padre lavoratore dipendente, entro i cinque mesi dalla nascita del figlio, anche in caso di morte perinatale, ha l’obbligo di astenersi dal lavoro per un periodo di un giorno [10 gg. nel 2021]. Entro il medesimo periodo, il padre lavoratore dipendente può astenersi per un ulteriore periodo di due giorni [1 g. nel 2021], anche continuativi, previo accordo con la madre e in sua sostituzione in relazione al periodo di astensione obbligatoria spettante a quest’ultima. In tale ultima ipotesi, per il periodo di due giorni goduto in sostituzione della madre è riconosciuta un’indennità giornaliera a carico dell’INPS pari al 100 per cento della retribuzione e per il restante giorno in aggiunta all’obbligo di astensione della madre è riconosciuta un’indennità pari al 100 per cento della retribuzione. Il padre lavoratore è tenuto a fornire preventiva comunicazione in forma scritta al datore di lavoro dei giorni prescelti per astenersi dal lavoro almeno quindici giorni prima dei medesimi. […]».

La L. n. 92/2012 ha introdotto, a sostegno delle coppie di genitori per la cura dei figli e per favorire una conciliazione dei tempi di vita e di lavoro (all’inizio in via sperimentale per gli anni 2013-2015, misura poi riconfermata negli anni seguenti fino a tutto il 2021 con successive leggi di bilancio) il congedo obbligatorio e facoltativo per i padri lavoratori dipendenti. La normativa non è applicabile ai rapporti di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni. (Nota n. 8629/2013 Dip. Funzione Pubblica)

Congedo obbligatorio

Il padre lavoratore ha l’obbligo di astenersi dal lavoro per 10 giorni, anche non continuativi, nei seguenti casi:

  • entro i 5 mesi dalla nascita del figlio, anche in caso di morte perinatale.
    Per “morte perinatale” l’Organizzazione Mondiale della sanità considera quella avvenuta in un periodo compreso tra l’inizio della 28° settimana di gravidanza e i primi sette giorni di vita del neonato, tuttavia l’Inps, in accordo con il Ministero del lavoro, ha stabilito che il congedo può essere fruito anche nel caso di:
    1) figlio nato morto dal primo giorno della 28° settimana di gestazione (il periodo di cinque mesi entro cui fruire dei giorni di congedo decorre dalla nascita del figlio che in queste situazioni coincide anche con la data di decesso);
    2) decesso del figlio nei dieci giorni di vita dello stesso (compreso il giorno della nascita). Il periodo di cinque mesi entro cui fruire dei giorni di congedo decorre comunque dalla nascita del figlio e non dalla data di decesso.
    Restano quindi esclusi dal beneficio del congedo i padri di figli deceduti il decimo giorno successivo alla nascita che viene considerato nel computo dei giorni;
  • entro 5 mesi dall’ingresso in famiglia o in Italia (adozione internazionale) di minori adottati o affidati.

I giorni di congedo obbligatorio non possono essere frazionati in ore. Il padre lavoratore ha diritto (autonomo) al  congedo obbligatorio anche:

Congedo facoltativo

Il padre lavoratore, anche adottivo/affidatario, ha diritto (derivato) di richiedere anche 1 giorno di congedo supplementare a condizione che la madre lavoratrice rinunci a un giorno di congedo di maternità, anticipando quindi il termine del congedo post partum di un giorno.

Il congedo facoltativo può essere usufruito: a) contemporaneamente all’astensione della madre; b) anche se la madre pur avendo diritto al congedo di maternità non se ne avvalga.

Il giorno di congedo deve essere richiesto entro il quinto mese dalla nascita del figlio o dell’adozione/affinazione del minore e non può essere frazionato in ore. (Circ. Inps n. 42/2021 e n. 40/2013)

Richiesta di fruizione di congedo obbligatorio e congedo facoltativo

Per avvalersi dei giorni di congedo obbligatorio e facoltativo il lavoratore deve presentare, in forma scritta e con un anticipo di non meno di quindici giorni – se richiesti in relazione all’evento nascita, sulla base della data presunta del parto – una richiesta indirizzata:

  • al datore di lavoro, quando le indennità sono anticipate dal datore stesso. Il datore di lavoro provvederà poi a comunicare all’Inps attraverso il flusso Uniemens il numero di giornate di congedo usufruite dal lavoratore padre (msg Inps n. 6499/2013).
  • all’Inps, quando le indennità di maternità sono erogate direttamente dall’Istituto (lavoratori stagionali, operai agricoli – salva la facoltà di anticipazione dell’indennità, da parte del datore di lavoro, in favore delle operaie agricole a tempo indeterminato -, lavoratori dello spettacolo saltuari o a termine, lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari, lavoratori disoccupati o sospesi), per via telematica attraverso i seguenti canali:
    • Servizi on-line Inps con il PIN;
    • Patronato.

Per quanto riguarda il congedo facoltativo, insieme alla richiesta, deve essere allegata una dichiarazione di non fruizione di una giornata del congedo di maternità da parte della lavoratrice madre, con conseguente riduzione di pari giorno del congedo medesimo. La documentazione dovrà essere trasmessa anche al datore di lavoro della lavoratrice.

Trattamento economico

Al padre lavoratore per i giorni di congedo obbligatorio e facoltativo l’Inps corrisponde un’indennità giornaliera pari al 100% della retribuzione e riconosce gli assegni familiari.

Le indennità sono soggette a tassazione.

Trattamento normativo

I periodi di congedo obbligatorio e facoltativo sono considerati come attività lavorativa e conseguentemente devono essere computati nell’anzianità di servizio, nelle mensilità aggiuntive, nella maturazione delle ferie, nel TFR. (D.M. 22 dicembre 2012, art. 2; D.Lgs. n. 151/2001, art. 22)

Trattamento previdenziale

I periodi di congedo obbligatorio e facoltativo, in corso di rapporto di lavoro, sono riconosciuti ai fini dell’accreditamento dei contributi figurativi per il diritto e la determinazione della misura della pensione.

Il solo periodo di congedo obbligatorio al di fuori del rapporto di lavoro – per gli iscritti al fondo pensioni lavoratori dipendenti e alle forme di previdenza sostitutive ed esclusive dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti che possano far valere, all’atto della domanda, almeno cinque anni di contribuzione versata in costanza di rapporto di lavoro – è considerato utile ai fini del diritto e della misura della pensione, compresa quella di anzianità. (Circ. Inps n. 40/2013; D.Lgs. n. 151/2001, art. 25)

Compatibilità con altre prestazioni a sostegno del reddito

Il congedo obbligatorio e facoltativo possono essere richiesti anche durante i periodi di disoccupazione (Naspi), di cassa integrazione e mobilità e quindi che le indennità per i suddetti congedi (100% retribuzione giornaliera) prevalgono sulle indennità previste dagli ammortizzatori sociali. (Circ. Inps n. 40/2013; D.Lgs. n. 151/2001, art. 24)