Processuale

Data documento: 2 Gennaio 2018

Col decreto, l’ANPAL ha istituito, nell’ambito del programma “Iniziativa occupazione giovani”, l’incentivo denominato “Incentivo Occupazione NEET”, per le imprese che nel corso del 2018 assumano a tempo indeterminato o in apprendistato professionalizzante dipendenti di età compresa tra i 16 ed i 29 anni iscritti al programma Garanzia Giovani.

Data documento: 30 Gennaio 2018

Risarcibile la perdita di chances conseguente all’inadempimento datoriale dell’obbligo di assegnare al dirigente gli obiettivi annuali.

Data documento: 30 Gennaio 2018

Applicabile il rito Fornero anche alla domanda contro persona diversa dal datore di lavoro e di cui si chiede di accertare l’effettiva titolarità del rapporto.

Data documento: 31 Gennaio 2018

I permessi per l’assistenza di familiari portatori di handicap si sottraggono dal monte ferie solo se si cumulano di fatto col congedo parentale ordinario o per malattia del figlio.

Data documento: 30 Gennaio 2018

Sui limiti alla discrezionalità del legislatore nel differenziare la disciplina dei riscatti in ordinamenti previdenziali diversi.

Data documento: 30 Gennaio 2018

Sulla possibile incostituzionalità delle leggi pseudo-interpretative.

Data documento: 23 Gennaio 2018

Non bastano le buste paga a provare il superamento del periodo di comporto per malattia.

Data documento: 2 Febbraio 2018

Sui criteri di liquidazione equitativa del danno biologico.

Data documento: 2 Febbraio 2018

La disdetta da un contratto collettivo può anche essere verbale.

Data documento: 6 Febbraio 2018

Uno stop della Corte ai distacchi fraudolenti di personale all’interno dell’Unione per ottenere l’applicazione di un sistema previdenziale più favorevole.

Data documento: 6 Febbraio 2018

La prescrizione del diritto alle prestazioni INAIL da malattia professionale (tre anni) decorre da quando l’interessato abbia avuto conoscenza della malattia, della sua origine professionale e del suo grado indennizzabile.

Data documento: 6 Febbraio 2018

Rinvio pregiudiziale – Lavoratori migranti – Previdenza sociale – Normativa da applicare – Regolamento (CEE) n. 1408/71 – Articolo 14, punto 1, lettera a) – Lavoratori distaccati – Regolamento (CEE) n. 574/72 – Articolo 11, paragrafo 1, lettera a) – Certificato E 101 – Certificato ottenuto o invocato in modo fraudolento sulla base di inchiesta giudiziaria i cui risultati sono però stati ignorati in sede di riesame dall’istituzione emittente – Sussiste la possibilità per il giudice nazionale di ignorare comunque tali certificati nell’ambito di un procedimento circa la legittimità del ricorso ai lavoratori distaccati se rileva l’esistenza di una frode.

Data documento: 7 Febbraio 2018

In caso di accertamento giudiziario di interposizione fittizia di manodopera, il datore di lavoro che rifiuti le prestazioni offerte dai lavoratori è obbligato a pagar loro la retribuzione.

Data documento: 8 Febbraio 2018

Nel pubblico impiego, l’aspettativa retribuita per conseguire un dottorato di ricerca è incompatibile col contratto di lavoro a termine.

Data documento: 8 Dicembre 2018

Nel telelavoro, ai fini della competenza territoriale, può costituire “dipendenza dell’azienda” anche il domicilio del dipendente.

Data documento: 8 Febbraio 2018

Nell’impiego pubblico, a differenza di quello privato, l’assemblea nei luoghi di lavoro non può essere convocata dal singolo componente della r.s.u.

Data documento: 10 Gennaio 2018

Vanno computate ai fini della determinazione del premio di risultato le assenze dovute a causa di gravidanza, maternità, congedi parentali, malattia dei figli.
La Corte d’Appello di Torino conferma la sentenza di primo grado che aveva dichiarato discriminatorio escludere, dal computo del premio di risultato, le assenze dovute a gravidanza, maternità, congedi parentali e assenze per malattia dei figli, con conseguente condanna della società al pagamento delle differenze retributive. Dai dati statistici allegati si evinceva che le lavoratrici usufruivano dei citati permessi in misura otto volte superiore rispetto ai colleghi uomini: pertanto il riferimento a tale criterio, apparentemente neutro, colpiva in modo particolarmente gravoso le lavoratrici madri determinando, di fatto, una disparità di trattamento.

Data documento: 26 Ottobre 2017

Contratto a tutele crescenti: la valutazione della sussistenza del fatto materiale posto a fondamento del licenziamento investe anche l’elemento soggettivo del dolo o della colpa.
Il Tribunale di Monza si è pronunciato in merito a una fattispecie di licenziamento per giusta causa intimato a un lavoratore, assunto con contratto a tutele crescenti, assente ingiustificato per due giorni. Il giudice, adottando un’interpretazione costituzionalmente orientata dell’art. 3, comma 2, D. Lgs n. 23/2015, ha precisato che il fatto posto a fondamento del licenziamento deve sostanziarsi in un inadempimento e che lo stesso deve essere necessariamente addebitato al lavoratore a titolo di dolo o colpa. Nel caso di specie è stata dichiarata l’illegittimità del licenziamento con conseguente condanna della Società a reintegrare il lavoratore poiché il fatto, seppur sussistente, era dipeso da fattori non dipendenti dalla sua volontà (il mancato rientro dall’estero per fatto imputabile alla compagnia di volo).

Data documento: 8 Novembre 2017

Intervento del Fondo di Garanzia per le quote di T.F.R. maturate presso l’impresa cedente sottoposta a procedura concorsuale.
La sentenza in esame supera l’orientamento giurisprudenziale secondo cui, in caso di cessione d’azienda, al lavoratore passato alle dipendenze della cessionaria era preclusa la possibilità di insinuarsi allo stato passivo dell’impresa cedente per la quota di TFR maturata sino alla cessione (stante la formale inesigibilità del credito, non essendo ancora estinto il rapporto di lavoro).
La Corte d’Appello di Brescia afferma, al contrario, che il lavoratore può insinuarsi al passivo della cedente e che il Fondo di Garanzia può direttamente richiedere al cessionario, alla chiusura dello stato passivo, quanto anticipato: ciò anche al fine di salvaguardare il cessionario dal rischio di dover corrispondere l’intera quota di TFR e il Fondo di Garanzia da rischi di impresa.

Data documento: 2 Ottobre 2017

Eccepita l’incostituzionalità della regola (di fonte giurisprudenziale) che nega il diritto alla retribuzione al lavoratore che ha subito una illegittima cessione a terzi del rapporto, per trasferimento di ramo d’azienda, ma che non viene di fatto reintegrato dal cedente.

Pubblicata in Gazzetta ufficiale, il 7 febbraio 2018, l’ordinanza con la quale la Corte d’appello di Roma ha sollevato la questione di legittimità costituzionale degli artt. 1206,1207, 1217 del codice civile, in quanto applicati alla fattispecie del lavoratore ceduto ad altro datore di lavoro nell’ambito una esternalizzazione di ramo d’azienda, che abbia ottenuto una sentenza di condanna al ripristino del rapporto presso l’impresa cedente la quale, tuttavia, non abbia eseguito l’ordine giudiziale. Per questi casi, la giurisprudenza di cassazione afferma che il lavoratore, pur se il rapporto presso la cedente è stato giuridicamente ricostituito, non ha diritto alla retribuzione ma solo al risarcimento del danno, tenendosi conto a tal fine della retribuzione ancora percepita lavorando presso il cessionario.
La Corte di merito dissente da tale interpretazione ma, considerato che la stessa è ormai consolidata, solleva la questione di legittimità costituzionale della disciplina del risarcimento, ritenendo che da un lato si crei una disparità rispetto alla disciplina generale della mora del creditore, e dall’altro sia leso il diritto a un’effettiva tutela giurisdizionale.